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AGRICOLTURA E E-COMMERCE

AGRICOLTURA E E-COMMERCE

La old economy sposa la new economy e in nome della lotta ai cambiamenti climatici si reinventa un mestiere, quello dell’agricoltore. Succede alla cascina Pozzuolo di Santhià dove si pratica un e-commerce innovativo.
L’idea è venuta a Francesca, Paolo e Giovanni Ferraris, tre fratelli che hanno creato un sito di commercio elettronico chiamato “Le verdure del mio orto” (www.leverduredelmioorto.it).Innovazione per una tradizione di famiglia che continua, spiega Francesca, laureata in scienze naturali, e poi tornata qui, nel vercellese, nell’azienda agricola di famiglia, insieme a Giovanni, un passato da psichiatra, e Paolo, designer.
La cascina appartiene alla famiglia da tre generazioni, da sempre votata alla coltivazione del riso, che resta la principale attività agricola.
Il sistema è molto semplice: ci si collega al sito (molto ben fatto), e si costruisce il proprio orto (virtuale), i base a gusti ed esigenze, tenendo conto della lunga lista di ortaggi (ben 39) consigliati e della loro stagionalità.Un esempio? “Due persone e un orto di 30 mq costano all’anno sui mille euro, prezzi allineati ai prezzi di mercato del prodotto biologico – risponde Francesca – ma ci sono varie altre pezzature, per i nuclei familiari più diversi. È evidente che più si è, più si risparmia”.Come dire, è molto più conveniente formare un gruppo di acquisto. Conveniente anche perché le verdure sono rigorosamente di stagione, e vengono coltivate seguendo metodi naturali, cioè usando concimi organici, rifuggendo dai pesticidi, mettendo a rotazione le colture. Il sito ha anche una sezione dedicata a consigli vari su come conservare e come cucinare. Se poi si vuole personalizzare ancora di più, il cliente può mettere nell’orto piccoli frutti e fiori, e, perché no, uno spaventapasseri. A quel punto, l’orto virtuale diventa fisico presso i campi della cascina.E la consegna? “Entro le 24 ore dalla raccolta delle volte, una volta alla settimana, la consegna, gratuita, avviene nel raggio di 100 kilometri, utilizzando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale”. A partire dal mese di maggio, nel weekend l’azienda agricola apre le porte ai “proprietari” che vogliono dare un’occhiata de visu al proprio orto.Il primo impatto è stato positivo. Il numero minimo di “orticoltori” prefissato è stato raggiunto nel giro di due mesi dal lancio del sito, i fruitori sono al momento sia singole famiglie che gruppi di amici, di colleghi, di coinquilini che si uniscono e seminano un orto comune, né mancano ristoranti e organizzazioni di consumo solidale.La consegna della prima cassetta di verdure è prevista in settembre. E se avanza qualcosa, niente paura: il cliente conserva gli scarti alla prima consegna settimanale, li si porta in cascina dove saranno posti nelle compostiere e utilizzati come concime.Gli orti saranno coltivati secondo i metodi naturali, con l’adozione della tecnica della pacciamatura con teli di Mater-bi (materiale biodegradabile derivato dall’amido di mais) per evitare l’uso di diserbanti, con l’utilizzo di un impianto di irrigazione ad hoc (per il risparmio idrico), senza l’impiego di Ogm e concimati con concimi organici, nel rispetto della natura e dell’uomo.