REPUBBLICA 
I VERI BONGUSTAI

I VERI BONGUSTAI

Ultima frontiera dello snobismo culinario, o geniale stratagemma anticrisi per una nuova autarchia alimentare: offrire agli ospiti, in città, le verdure del proprio orto. Anche se l´orto non lo si vede mai, non c´è bisogno di mentire: da adesso è possibile affittarlo e “lavorarlo” a distanza. Un´azienda agricola del Vercellese ha deciso di affittare appezzamenti come orti, da coltivare per conto degli locatari. L´operazione partirà a primavera.

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La recessione impone restrizioni ma allarga gli orizzonti della creatività. Ecco che la difficoltà di arrivare alla famosa quarta settimana, acrobatica quadratura del cerchio tra nuovi prezzi e vecchie retribuzioni, fa aguzzare l´ingegno e riesce perfino a creare nuovi posti di lavoro, anzi nuovi ruoli professionali. Come quello del coltivatore a distanza. Dopo l´adozione a distanza di mucche o maiali (un eufemismo per la prassi di scegliersi una bestia in un allevamento e aspettare che arrivi al peso giusto per essere macellata e consumata a casa propria), adesso si può prendere in affitto un orto, decidere quali verdure o frutti coltivare, lasciare che ci lavorino altri e poi godere dei risultati, cioè prodotti freschi che settimanalmente vengono consegnati a casa.
L´idea la si pratica in Gran Bretagna già da tempo e con successo, e per qualche verso ricalca il modello percorso dai Gas, i Gruppi di acquisto solidale: squadre di consumatori si riforniscono periodicamente di carne, verdura, frutta, pane, pasta, conserve, di origine e qualità garantite e a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quelli dei negozi. L´iniziativa piemontese che segna la nascita dell´era dei “coltivatori indiretti” si deve agli eredi della Giacomo Ferraris di Bianzè, quaranta ettari in gran parte coltivati a riso, oltre un secolo di onorata attività. I tre pronipoti del fondatore, tutti sui trent´anni, hanno dapprima scelto il terziario, lavori molto distanti dall´attività paterna. Poi, per la crisi, un´intuizione o la speranza in una risorsa impensata, hanno riscoperto la terra. Fatti due conti, hanno steso il loro progetto: «Le verdure del mio orto» affitta appezzamenti di terreno commisurati alle esigenze del nucleo familiare o del consorzio di amici o vicini di casa. Per coppie o single, dice Giovanni Ferraris, «basta un orto di circa 30 metri quadrati, per una famiglia di 4 persone ce ne vogliono più o meno 90». Poi si passa alla selezione dei prodotti da coltivare, fase che elettrizza i neocoltivatori, ansiosi di sentirsi coinvolti in un´attività che, per chi abita nelle metropoli, è un sogno irrealizzabile. Si sceglie in un elenco di quaranta prodotti: gli esperti daranno consigli per conciliare le velleità del consumatore con le concrete possibilità del terreno. Broccoli, melanzane, varie lattughe, pomodori e finocchi, ma anche l´angolo delle erbe aromatiche, dei piccoli frutti o dei fiori.
Secondo le scelte dell´affittuario e le stagioni, dall´orto concimato in modo naturale ogni settimana saranno recapitati a casa i prodotti (raccolti non oltre ventiquattr´ore prima), usando furgoni ecologici a metano. I costi calcolati: per un orto di coppia, poco più di 2 euro al giorno a persona per almeno mezzo chilo di prodotti al dì (sempre a testa). Ma se si è in cinque o sei, il costo scende a poco più di un euro pro capite. Conveniente, sicuro, di qualità. E divertente: sono anche previste, nei weekend, le visite dei “coltivatori indiretti”, che possono così seguire di persona la crescita dei loro vegetali.