PSYCHOLOGIES 
NEL RISPETTO DEL PIANETA

NEL RISPETTO DEL PIANETA

A tavola nel rispetto del pianeta e della tradizione

Dagli eco consumatori ai gruppi di acquisto solidale sta emergendo una nuova cultura, che è anche orgoglio delle proprie radici e impegno nella tutela delle varietà locali della terra in cui viviamo.Una mela raccolta con le proprie mani, una cassetta di verdura che arriva dall’orto anche se vivi in una grande città, un olio che è stato prodotto come duemila anni fa, raccogliendo olive preziosamente acerbe in scorci di Sicilia sottratti alla mafia e riqualificati sfoderando le armi del gusto insieme all’impegno sociale. Non di sola gourmandise vive la buona tavola e, nei tempi della globalizzazione, il nuovo lusso del mangiare bene sta nel suo ammantarsi di valori etici, ecologici e sociali. Se, infatti, fino a ieri, il gourmet ricercava, oltre al gioiello gastronomico, un cibo che fosse genuino e nutrizionalmente bilanciato, oggi il concetto del “buon mangiare” si evolve in quello di “mangiare buono”, che giova a noi stessi, alle culture del mondo e all’equilibrio del pianeta. Di conseguenza, nei menù più esclusivi compare sempre più spesso, invece del caviale russo, quello allevato nel Parco del Ticino: una realtà agricola protetta, con prodotti quasi esclusivamente certificati bio. Lardo di Colonnata e formaggi di origine controllata, promossi da Slow Food in numerose iniziative sul territorio spiazzano la fama del foie gras (prima caduto in disgrazia tra gli animalisti e poi messo fuori legge, per quanto riguarda la produzione, dalla normativa italiana). Anche il nostro spumante batte per numero di fan la popolarità dello champagne. L’esclusività diventa un fatto di cultura ma anche orgoglio delle proprie radici e impegno nel tutelare la meravigliosa terra in cui viviamo.

Bio e fair trade

Mangiare “buono e pulito”, arricchendo la propria tavola di prodotti equo-solidali è un plus che sta uscendo dalle nicchie degli attivisti e dai salotti più chic.
Secondo dati BioBank, non solo il settore del cibo naturale non conosce recessione, ma per il 2010 è previsto un fatturato di 350 milioni di euro contro i 170 del 2006. “Più scegliamo di portare in tavola cibi prodotti in modo equo, pulito, rispettoso delle culture e del territorio, più acquisiamo il potere di migliorare la nostrasalute cambiando il mercato, il modo di vivere, il mondo”, dice Giorgio Calabrese, autore insieme alla moglie Caterina del libro Cibo etico, cibo dietetico. Tradizioni, curiosità, origini e scienza degli alimenti della nostra tavola (Piemme). Non importa, quindi, se l’uva bio costa più di quella ‘normale’ e se il caffè delle botteghe Chico Mendes Altro Mercato (www.chicomendes.it, leader del commercio equo e solidale) non è mai in promozione.
Il valore aggiunto è arricchire la propria tavola di prodotti che abbattano l’inquinamento della terra (e di ciò che mangiamo), sviluppando un sistema di lavoro più equo e mantenendo la biodiversità nonostante la globalizzazione di un mondo ormai senza confini.

Farmer to urban

In città, aumentano le tribù di ecoconsumatori che scelgono la verdura dall’orto, la carne macellata a chilometro zero (così si elimina la CO2 emessa durante i trasporti) e il formaggio fatto come una volta.

C’è chi coltiva pomodori e peperoni sul balcone di casa, magari dopo aver frequentato i corsi Contadini sul proprio terrazzo, organizzati da Gaia Spesa (info: gaiaspesa@retegasfontanili.it) e chi invece compra cibo che arriva direttamente dai produttori nei farmer market aperti da Coldiretti (la più grande organizzazione agricola italiana ed europea, www.coldiretti.it) in numerose città italiane, per permettere ad agricoltori e allevatori di vendere direttamente i loro prodotti. Riducendo i passaggi nella filiera, aumentano i margini per chi produce e i risparmi per chi compra. Se tutto questo non vi sembra abbastanza, potete adottare un orto e decidere, come un deus ex machina efficace ma lontano, quali verdure cresceranno nel podere umbro, piemontese o toscano. L’esperienza è tra le ultime tendenzeeco-chic, che ha consentito la nascita di progetti come Le verdure del mio ortowww.leverduredelmioorto.it), che consente di scegliere la pezzatura del terreno, decidere quali ortaggi far coltivare e poi ricevere direttamente a casa, pagando una quota periodica.